
Tra dieci anni nessuno saprà chi erano i Gutter Twins se non qualche matto come il sottoscritto che amerà per sempre questo piccolo capolavoro del rock. Devo dire chi sono i Gutter Twins? Forse si. Mark Lanegan e Greg Dulli. Basta o devo spiegare chi sono? Va bene, vi darò qualche indizio in più. Mark Lanegan, voce spaziale, cavernosa, dolce, violenta. Ex cantante degli Screaming Trees (questi non ve li racconto almeno questa volta), grande cantante solista, cantante dei Mad Season, cantante nei QSOA, cantante insieme alla Campbell etc, etc, etc. insomma stiamo parlando di un genio interprete della musica rock. Passiamo a Greg Dulli. il suo nome è legato ai grandi Afgan Whigs (e produttore di un disco degli Afterhours).
Saturnalia è qualcosa di unico. E' l'incontro perfetto di due grandi artisti. La voce di Lanegan si sposa perfettamente con la tecnica di Dulli. Pezzi intensi che danno risalto alle loro capacità. Personalmente non ho mai amato la voce di Dulli ma nei pochi pezzi che interpreta, devo dire che non sfigura affatto. Dico sfigura in quanto Lanegan è qualcosa di sublime. La sua voce calda riesce a dare sensazioni che pochi riescono a dare. Il disco si tiene su grandi livelli anche se gli ultimi due brani sono nettamente inferiori al resto dell'album.
Ascoltate questo disco in silenzio da soli con voi stessi e potrete godere appieno della bellezza di questo disco. Vi consiglio "The stations" e "Circle the fringes". Alla prossima.
Saturnalia è qualcosa di unico. E' l'incontro perfetto di due grandi artisti. La voce di Lanegan si sposa perfettamente con la tecnica di Dulli. Pezzi intensi che danno risalto alle loro capacità. Personalmente non ho mai amato la voce di Dulli ma nei pochi pezzi che interpreta, devo dire che non sfigura affatto. Dico sfigura in quanto Lanegan è qualcosa di sublime. La sua voce calda riesce a dare sensazioni che pochi riescono a dare. Il disco si tiene su grandi livelli anche se gli ultimi due brani sono nettamente inferiori al resto dell'album.
Ascoltate questo disco in silenzio da soli con voi stessi e potrete godere appieno della bellezza di questo disco. Vi consiglio "The stations" e "Circle the fringes". Alla prossima.