venerdì 31 ottobre 2008

I gemelli divisi




Tra dieci anni nessuno saprà chi erano i Gutter Twins se non qualche matto come il sottoscritto che amerà per sempre questo piccolo capolavoro del rock. Devo dire chi sono i Gutter Twins? Forse si. Mark Lanegan e Greg Dulli. Basta o devo spiegare chi sono? Va bene, vi darò qualche indizio in più. Mark Lanegan, voce spaziale, cavernosa, dolce, violenta. Ex cantante degli Screaming Trees (questi non ve li racconto almeno questa volta), grande cantante solista, cantante dei Mad Season, cantante nei QSOA, cantante insieme alla Campbell etc, etc, etc. insomma stiamo parlando di un genio interprete della musica rock. Passiamo a Greg Dulli. il suo nome è legato ai grandi Afgan Whigs (e produttore di un disco degli Afterhours).
Saturnalia è qualcosa di unico. E' l'incontro perfetto di due grandi artisti. La voce di Lanegan si sposa perfettamente con la tecnica di Dulli. Pezzi intensi che danno risalto alle loro capacità. Personalmente non ho mai amato la voce di Dulli ma nei pochi pezzi che interpreta, devo dire che non sfigura affatto. Dico sfigura in quanto Lanegan è qualcosa di sublime. La sua voce calda riesce a dare sensazioni che pochi riescono a dare. Il disco si tiene su grandi livelli anche se gli ultimi due brani sono nettamente inferiori al resto dell'album.
Ascoltate questo disco in silenzio da soli con voi stessi e potrete godere appieno della bellezza di questo disco. Vi consiglio "The stations" e "Circle the fringes". Alla prossima.

martedì 21 ottobre 2008

Il numero UNO dei Marlene Kuntz


Devo dire la verità: ho sempre avuto dei dubbi sui Marlene. Li ho sempre trattati con un fare snob non dando, probabilmente, il giusto valore a una band che abbonda di classe e di qualità (cosa assai rara nella musica di oggi). Penso sia stata la vicinanza territoriale (siamo tutti della provincia Granda) che non me li ha fatti apprezzare a pieno. Eppure Catartica aveva attirato la mia curiosità ed allora avevo espresso pareri molto favorevoli. Poi più nulla.
Scusate la premessa ma era doveroso per dare maggior spessore a quanto scriverò di Uno. Avevo letto delle recensioni molto favorevoli ed allora ho aspettato il momento buono per dare il giusto tempo di ascolto a questo disco. Inizio subito dal giudizio complessivo: grande disco. Dico grande, grande, grande disco. Certo, è un disco diverso dal loro classico standard.
Pochi interventi noise-rumore ma questo non ha causato una perdità della qualità. Anzi. Testi delicati, profondi, a volti violenti tanto ti fanno riflettere.
Package del disco molto curato con interventi di personaggi famosi (come Lucarelli) ma anche interventi musicali di spessore (vedasi Paolo Conte).
Ritengo superfluo soffermarmi sulla loro tecnice induscussa e indiscutibile. Lo definirei il disco della loro maturità. Pezzi che ti arrivano immediatamente. Ne cito uno per tutti: Uno. Bellissimo pezzo che sintetizza l'amore in tutto il suo dolore. Grazie Marlene per questo capolavoro e scusatemi del ritardo con cui sono arrivato.