lunedì 2 novembre 2009

Backspacer del rock




Lo so che non è bello iniziare una recensione dichiarando i propri favori pe run gruppo ma mi sento in dovere, in questo caso, di farlo. Adoro i Pearl Jam e spero che non mi si accusi di parzialità in queste righe.
Disco attesissimo dopo Avocado del 2006. Alcuni demo erano già circolati e molti fans avevano attaccatto il gruppo circa il cambio di rotta verso un suono più pop (soprattutto per certi coretti yeah yeah yeah di Vedder).
Il disco è soprattutto un disco rock. Diretto, breve ma efficace. La struttura ricalca molto quella di Avocado ma risulta essere meglio prodotta. Le influenze soliste di Veddere si sentono (just breathe) ma non risultano essere assolutamente invasive.
Il disco si apre con tre perle rock che conquistano immediatamente. Bella anche "johnny the guitar" nata mentre Vedder era intento ad urinare durante le prove. Tutto il disco è a livelli impressionanti. Forse le uniche due canzoni che prestano il fianco sono "supersonic" e "the end" ma stiamo parlando di song con livelli di qualità comunque elevata.
I Pearl Jam sono come il buon Barbaresco. Più invecchiano più aumenta la qualità.

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