lunedì 2 novembre 2009

Backspacer del rock




Lo so che non è bello iniziare una recensione dichiarando i propri favori pe run gruppo ma mi sento in dovere, in questo caso, di farlo. Adoro i Pearl Jam e spero che non mi si accusi di parzialità in queste righe.
Disco attesissimo dopo Avocado del 2006. Alcuni demo erano già circolati e molti fans avevano attaccatto il gruppo circa il cambio di rotta verso un suono più pop (soprattutto per certi coretti yeah yeah yeah di Vedder).
Il disco è soprattutto un disco rock. Diretto, breve ma efficace. La struttura ricalca molto quella di Avocado ma risulta essere meglio prodotta. Le influenze soliste di Veddere si sentono (just breathe) ma non risultano essere assolutamente invasive.
Il disco si apre con tre perle rock che conquistano immediatamente. Bella anche "johnny the guitar" nata mentre Vedder era intento ad urinare durante le prove. Tutto il disco è a livelli impressionanti. Forse le uniche due canzoni che prestano il fianco sono "supersonic" e "the end" ma stiamo parlando di song con livelli di qualità comunque elevata.
I Pearl Jam sono come il buon Barbaresco. Più invecchiano più aumenta la qualità.

sabato 18 aprile 2009

Il world metal dei Lacuna Coil





E' uscito il disco dei Lacuna Coil. Il disco che li farà conoscere ad un ampio pubblico. Con il cambio del produttore il suono è leggermente cambiato rispetto alle prove precedenti. La prima impressione è che ci sia meno ripetitività dei brani con maggior diversità dei suoni. Questo significa che il loro modo di suonare ci ha guadagnato in qualità.
Da notare come il cantato di Cristina Scabbia risulti essere più fluido e gradevole. Come ha detto lei stessa, in una recente intervista, c'è stata una cura nella pronuncia dell'inglese (meno masticato e più capibile) che ha portato le canzoni ad essere più compatte.
Potrei soffermarmi su tutte le canzoni ma quello che mi ha, favorevolmente, colpito è come l'orecchiabilità si unisca ad una compattezza del suono. Insomma pezzi tirati, di valore, suonati beni. Nessuna canzoni risulta essere su uno basso standard. Se volessimo essere proprio pignoli manca la ballata lenta in stile metal che possa conquistare tutti.
Bravi i Lacuna Coil, peccato che in Italia nessuno vi conosca. Grandissimo disco consigliato a tutti.

sabato 7 marzo 2009

Afterhours & Marlene Kuntz Vs. tutti (sottotitolo Sanremo è Sanremo)


Lo so che qualcuno dirà che scrivo di temi su cui molti hanno già scritto e polemizzato ma vorrei dare un taglio diverso a tutte le parole che sono state spese in questi ultimi mesi. La pietra dello scandalo, lo sapete tutti, è stata la partecipazione degli Afterhours a Sanremo. Si sono aperti i soliti dibattiti del tipo "i soliti venduti" "sono dei grandi che si devono far conoscere" e così via. Io non vorrei entrare in questa diatriba infatti ho aspettato che passasse Sanremo per poter analizzare meglio i fatti.
Agnelli e soci decidono (penso spinti dalla loro ex casa discografica) di partecipare al Festival della musica italiana. Subito si aprono schiere di fans che li offendono e fans che li difendono. Agnelli interviene, con il suo solito garbo, dicendo a tutti che il gruppo non ha bisogno di Sanremo ma la musica che rappresentano potrebbe sfruttare i ritorni di immagine per vendere maggior musica di qualità. Prima falla: Agnelli è il paladino della musica italiana? E chi lo ha eletto a questo ruolo?
Rispondo io: se stesso, anche perchè non ho mai sentito nessuno che si sentisse rappresentato da Agnelli.
A questo punto, il dibattito si sposta sulla carta stampata (vedasi Rockstar di gennaio) e udite udite chi interviene nella diatriba? Godano dei Marlene Kuntz. Meno male che li avevo appena lodati per Uno. L'intervento di Godano è stato questo:" Gli Afterhours fanno bene a partecipare a Sanremo: non dimentichiamoci che se non facciamo così non vivremmo e quindi se questo ci fa vendere qualche disco in più e ci fa conoscere a più persone ben venga. Se questi fans non hanno bisogno dei Marlene Kuntz (o degli Afterhours) i Marlene Kuntz o gli Afterhours non hanno bisogno di loro." Seconda falla: siamo in democrazia e quindi c'è libertà di pensiero e di parola, ma questo non vuol dire che occorre intervenire a sproposito. Godano è un maestro in questo. Caro prof. della musica italian decidiamoci: siamo alternativi oppure no. L'amore della musica di cui si va tanto orgogliosi si configura solo con i soldi vero? Mi dispiace deludervi cari Agnelli e Godano ma non potete permettervi certe uscite. Voi non avete bisogno dei fans? E allora perchè dite che ne cercata altri? Sempre e solo per i soldi? Forse quello che cercate oggi sono fans "sempliciotti" che possano sbavarvi dietro senza criticarvi. Già, perchè a voi è tutto dovuto e le critiche ai fenomeni (o presunti tali) non vanno mai fatte.
Che delusione e che pochezza di contenuti. Capisco che certi fans siano ottusi ma mi pare che anche voi non siate da meno.
Volete sapere perchè? La dimostrazione è stata che l'apparizione degli Afterhours è stata mal gestita e fuori dal contesto sanremese tanto che sono usciti immediatamente senza lascar nessun ricordo. E questo aiuterebbe il movimento indie italiano? Sapete cosa aiuterebbe veramente? Che voi grandi nomi dell'alternative italiano creaste una casa discografica fatta dai e per i musicisti con idee e qualità. Idee e qualità che forse voi Mr. Agnelli e Prof. Godano non avete più.

venerdì 31 ottobre 2008

I gemelli divisi




Tra dieci anni nessuno saprà chi erano i Gutter Twins se non qualche matto come il sottoscritto che amerà per sempre questo piccolo capolavoro del rock. Devo dire chi sono i Gutter Twins? Forse si. Mark Lanegan e Greg Dulli. Basta o devo spiegare chi sono? Va bene, vi darò qualche indizio in più. Mark Lanegan, voce spaziale, cavernosa, dolce, violenta. Ex cantante degli Screaming Trees (questi non ve li racconto almeno questa volta), grande cantante solista, cantante dei Mad Season, cantante nei QSOA, cantante insieme alla Campbell etc, etc, etc. insomma stiamo parlando di un genio interprete della musica rock. Passiamo a Greg Dulli. il suo nome è legato ai grandi Afgan Whigs (e produttore di un disco degli Afterhours).
Saturnalia è qualcosa di unico. E' l'incontro perfetto di due grandi artisti. La voce di Lanegan si sposa perfettamente con la tecnica di Dulli. Pezzi intensi che danno risalto alle loro capacità. Personalmente non ho mai amato la voce di Dulli ma nei pochi pezzi che interpreta, devo dire che non sfigura affatto. Dico sfigura in quanto Lanegan è qualcosa di sublime. La sua voce calda riesce a dare sensazioni che pochi riescono a dare. Il disco si tiene su grandi livelli anche se gli ultimi due brani sono nettamente inferiori al resto dell'album.
Ascoltate questo disco in silenzio da soli con voi stessi e potrete godere appieno della bellezza di questo disco. Vi consiglio "The stations" e "Circle the fringes". Alla prossima.

martedì 21 ottobre 2008

Il numero UNO dei Marlene Kuntz


Devo dire la verità: ho sempre avuto dei dubbi sui Marlene. Li ho sempre trattati con un fare snob non dando, probabilmente, il giusto valore a una band che abbonda di classe e di qualità (cosa assai rara nella musica di oggi). Penso sia stata la vicinanza territoriale (siamo tutti della provincia Granda) che non me li ha fatti apprezzare a pieno. Eppure Catartica aveva attirato la mia curiosità ed allora avevo espresso pareri molto favorevoli. Poi più nulla.
Scusate la premessa ma era doveroso per dare maggior spessore a quanto scriverò di Uno. Avevo letto delle recensioni molto favorevoli ed allora ho aspettato il momento buono per dare il giusto tempo di ascolto a questo disco. Inizio subito dal giudizio complessivo: grande disco. Dico grande, grande, grande disco. Certo, è un disco diverso dal loro classico standard.
Pochi interventi noise-rumore ma questo non ha causato una perdità della qualità. Anzi. Testi delicati, profondi, a volti violenti tanto ti fanno riflettere.
Package del disco molto curato con interventi di personaggi famosi (come Lucarelli) ma anche interventi musicali di spessore (vedasi Paolo Conte).
Ritengo superfluo soffermarmi sulla loro tecnice induscussa e indiscutibile. Lo definirei il disco della loro maturità. Pezzi che ti arrivano immediatamente. Ne cito uno per tutti: Uno. Bellissimo pezzo che sintetizza l'amore in tutto il suo dolore. Grazie Marlene per questo capolavoro e scusatemi del ritardo con cui sono arrivato.